Cos’è?

BEVI MENO PLASTICA è una campagna di informazione e sensibilizzazione per la riduzione del consumo di acqua in bottiglie di plastica, a causa dei problemi di contaminazione da composti chimici della plastica.

La plastica delle bottiglie è un materiale attivo, i cui composti migrano nell’acqua soprattutto con il calore, la luce e il passare del tempo. Inoltre la plastica è un materiale inquinante per l’ambiente.

Tocca a ciascuno prendersi cura della propria salute e di quella del pianeta Terra. Segui i consigli per ridurre i rischi e consuma meno acqua in bottiglia di plastica.

Obiettivi

FORMARE

Formare una cultura dell’acqua per un utilizzo sicuro per l’uomo e sostenibile per l’ambiente.

PROMUOVERE

Promuovere la riduzione del consumo di acqua in bottiglia di plastica informando sui suoi potenziali contaminanti: sostanze cancerogene e disturbatori endocrini.

INFORMARE

Dare informazioni sulla qualità dell’acqua delle scuole, offrendo così una valida alternativa ecosostenibile al consumo di acqua in bottiglia

RACCOGLIERE DATI

Raccogliere dati sul consumo di acqua del rubinetto ed in bottiglia e sulla percezione dei relativi rischi.

La campagna è promossa dall’associazione di divulgazione scientifica

con il patrocinio di

Problematica: “I contaminati della plastica nell’acqua in bottiglia”

La maggior parte degli italiani beve acqua in bottiglia per svariate ragioni che vanno dall’abitudine al gusto senza dimenticare la marca. In molti reputano l’acqua delle bottiglie più sicura di quella del rubinetto. In pochi sanno però che la plastica, o più esattamente il PET, PoliEtilene Tereftalato, ovvero la resina plastica più comune per la preparazione delle bottiglie, è un materiale attivo e sotto la luce del sole, con l’aumento delle temperature, con l’utilizzo e il riutilizzo, il congelamento, il trasporto, l’età del materiale plastico, il tempo di conservazione, il PET rilascia composti chimici nell’acqua. I più noti e studiati tra questi contaminanti della plastica sono: antimonio, cadmio, diverse aldeidi (acetaldeide, formaldeide, propionaldeide, butirraldeide), propanolo, gliossale, acetone, acido tereftalico, acido isoftalico e l’etilen glicole.

La migrazione di composti dalla plastica delle bottiglie all’acqua e al cibo è oggetto di numerosi studi scientifici ed è ovviamente un tema di grande interesse per la salute (vedi approfondimenti). D’altro canto, le concentrazioni di composti originati dalla plastica sono oggetto di normative comunitarie e nazionali (Regolamenti, Decreti Ministeriali, D. Lgs. ecc) che ne stabiliscono severi limiti di legge.

Gli studi condotti sulle acque italiane, così come su quelle di molte altre parti del mondo, dimostrano che le concentrazioni di questi composti nella plastica sono nella maggior parte dei casi perfettamente al di sotto dei limiti di legge e quindi non rappresentano un imminente pericolo per la salute pubblica. Tuttavia i limiti di legge non considerano le sinergie tra diversi composti presenti in tutte le bevande e i cibi che consumiamo che stanno a contatto con la plastica; di fatto non si conoscono gli effetti di un’esposizione prolungata e graduale e quelli additivi dei contaminanti della plastica e non ci sono sufficienti dati tossicologici su ciascun composto. In via preventiva è bene ridurre il consumo di acqua imbottigliata.

Ridurre il consumo di acqua imbottigliata è una buona abitudine che si impara informandosi, acquisendo buone pratiche di consumo (consigli) o vincendo paure spesso ingiustificate sull’acqua del rubinetto.

A scuola Bevi Meno Plastica

Le scuole sono al centro della campagna di sensibilizzazione BEVI MENO PLASTICA poiché essi sono i luoghi nei quali si formano le nuove generazioni.

Gli alunni delle scuole aderenti riceveranno la Busta “Bevi meno plastica” contenente il materiale informativo della campagna e un invito alla riduzione del consumo esclusivo di acqua in bottiglia con utili consigli su come consumarla al meglio e l’offerta di una alternativa.

La valida alternativa al consumo esclusivo di acqua in bottiglia è certamente l’acqua del rubinetto, la cui qualità è controllata dai distributori e certificata dalle aziende sanitarie locali. Tuttavia, per dare certezze ulteriori sulla qualità dell’acqua del rubinetto della scuola e sulla sua potabilità, A2D – Analisi Acqua a Domicilio offrirà gratuitamente l’analisi dell’acqua del rubinetto delle scuole; i risultati delle analisi dei principali parametri di potabilità saranno comunicati ai genitori con un Report di campionamento e analisi.

Le scuole in cui l’acqua è controllata e sicura riceveranno un attestato “Qui l’acqua è sicura” da appendere ed esporre alla vista per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto. In poche parole, invece di riempire e riutilizzare bottiglie di plastica, gli studenti potranno riempire le proprie borracce di alluminio direttamente a scuola!

Inoltre sarà distribuito un semplice questionario da compilare in famiglia con domande sulle abitudini di consumo dell’acqua del rubinetto e dell’acqua in bottiglia. I dati raccolti tramite saranno pubblicati su questo sito web.

Tutte queste attività non costituiranno onere per la scuola né in termini di costi né in termini di tempo.

Informare è un dovere. Non allarmare è un dovere. Offrire alternative è possibile con rigore scientifico.

Per un futuro migliore, bevi meno plastica

Inviaci un messaggio

Dirigenti Scolastici e insegnanti possono manifestare l’interesse della scuola ad aderire alla campagna. Studenti, cittadini e scienziati possono contribuire con contenuti e manifestazioni di interesse.