Consigli sulle bottiglie in plastica

Al giorno di oggi riceviamo tante informazioni negative su potenziali veleni, composti cancerogeni e inquinanti presenti nel cibo e addirittura nell’acqua.

La situazione è spesso scoraggiante; Abbiamo almeno una volta pensato che “non ci resta che piangere”.

La campagna Bevi Meno Plastica non vuole fare allarmismi: ha l’obiettivo di informare, dare consigli e offrire alternative per ridurre preventivamente l’esposizione nostra e dei nostri figli ai contaminanti della plastica.

Ridurre il consumo esclusivo di acqua in bottiglie di plastica è una buona abitudine che si impara informandosi, acquisendo buone pratiche di consumo o vincendo paure spesso ingiustificate sull’acqua del rubinetto.

Di seguito trovate i nostri consigli e una alternativa!

L’alternativa

L’obiettivo della campagna BEVI MENO PLASTICA è informare per ridurre il consumo esclusivo di acqua imbottigliata. Una valida alternativa può essere certamente l’acqua del rubinetto.

Perché gli italiani non la ritengono sicura? È importante capirne le ragioni che possono variare di zona in zona. A Catania e nei paesi Etnei dove la campagna è attiva, ogni famiglia degli alunni delle scuole aderenti avrà l’occasione di esprimere le sue ragioni e di comunicare le proprie abitudini di consumo tramite il questionario. I dati raccolti saranno utilizzati per valutare le abitudini di consumo nelle scuole della città di Catania e dei paesi Etnei, per stabilire la scuola “dove si beve meno plastica”, per avere una idea oggettiva della percezione di noi cittadini sull’acqua delle bottiglie e sull’acqua del rubinetto.

Inoltre, verrà offerta una vera alternativa all’acqua imbottigliata. All’interno delle scuole verranno analizzati i principali parametri di potabilità dell’acqua in modo tale che se l’acqua risulterà sicura, le scuole saranno il primo luogo dove gli studenti potranno riempire le proprie borracce e bere direttamente l’acqua del rubinetto.

È una immagine alla quale purtroppo ci siamo troppo disabituati, ma bere direttamente acqua potabile dal rubinetto non è una magia: è il frutto di numerosi sforzi operati da professionisti della distribuzione. Per questo abbiamo chiesto ai maggiori distributori locali di acqua di supportare questa campagna per premiare i loro sforzi nella gestione del bene più prezioso di uso quotidiano.

Avere l’acqua potabile al rubinetto è infine un lusso che noi fortunati beneficiari non dovremmo smettere di apprezzare, liberando noi e il nostro pianeta dalla schiavitù della plastica.

La campagna è promossa dall’associazione di divulgazione scientifica

con il patrocinio di

Problematica: “I contaminati della plastica nell’acqua in bottiglia”

La maggior parte degli italiani beve acqua in bottiglia per svariate ragioni che vanno dall’abitudine al gusto senza dimenticare la marca. In molti reputano l’acqua delle bottiglie più sicura di quella del rubinetto. In pochi sanno però che la plastica, o più esattamente il PET, PoliEtilene Tereftalato, ovvero la resina plastica più comune per la preparazione delle bottiglie, è un materiale attivo e sotto la luce del sole, con l’aumento delle temperature, con l’utilizzo e il riutilizzo, il congelamento, il trasporto, l’età del materiale plastico, il tempo di conservazione, il PET rilascia composti chimici nell’acqua. I più noti e studiati tra questi contaminanti della plastica sono: antimonio, cadmio, diverse aldeidi (acetaldeide, formaldeide, propionaldeide, butirraldeide), propanolo, gliossale, acetone, acido tereftalico, acido isoftalico e l’etilen glicole.

La migrazione di composti dalla plastica delle bottiglie all’acqua e al cibo è oggetto di numerosi studi scientifici ed è ovviamente un tema di grande interesse per la salute (vedi approfondimenti). D’altro canto, le concentrazioni di composti originati dalla plastica sono oggetto di normative comunitarie e nazionali (Regolamenti, Decreti Ministeriali, D. Lgs. ecc) che ne stabiliscono severi limiti di legge.

Gli studi condotti sulle acque italiane, così come su quelle di molte altre parti del mondo, dimostrano che le concentrazioni di questi composti nella plastica sono nella maggior parte dei casi perfettamente al di sotto dei limiti di legge e quindi non rappresentano un imminente pericolo per la salute pubblica. Tuttavia i limiti di legge non considerano le sinergie tra diversi composti presenti in tutte le bevande e i cibi che consumiamo che stanno a contatto con la plastica; di fatto non si conoscono gli effetti di un’esposizione prolungata e graduale e quelli additivi dei contaminanti della plastica e non ci sono sufficienti dati tossicologici su ciascun composto. In via preventiva è bene ridurre il consumo di acqua imbottigliata.

Ridurre il consumo di acqua imbottigliata è una buona abitudine che si impara informandosi, acquisendo buone pratiche di consumo (consigli) o vincendo paure spesso ingiustificate sull’acqua del rubinetto.

A scuola Bevi Meno Plastica

Le scuole sono al centro della campagna di sensibilizzazione BEVI MENO PLASTICA poiché essi sono i luoghi nei quali si formano le nuove generazioni.

Gli alunni delle scuole aderenti riceveranno la Busta “Bevi meno plastica” contenente il materiale informativo della campagna e un invito alla riduzione del consumo esclusivo di acqua in bottiglia con utili consigli su come consumarla al meglio e l’offerta di una alternativa.

La valida alternativa al consumo esclusivo di acqua in bottiglia è certamente l’acqua del rubinetto, la cui qualità è controllata dai distributori e certificata dalle aziende sanitarie locali. Tuttavia, per dare certezze ulteriori sulla qualità dell’acqua del rubinetto della scuola e sulla sua potabilità, A2D – Analisi Acqua a Domicilio offrirà gratuitamente l’analisi dell’acqua del rubinetto delle scuole; i risultati delle analisi dei principali parametri di potabilità saranno comunicati ai genitori con un Report di campionamento e analisi.

Le scuole in cui l’acqua è controllata e sicura riceveranno un attestato “Qui l’acqua è sicura” da appendere ed esporre alla vista per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto. In poche parole, invece di riempire e riutilizzare bottiglie di plastica, gli studenti potranno riempire le proprie borracce di alluminio direttamente a scuola!

Inoltre sarà distribuito un semplice questionario da compilare in famiglia con domande sulle abitudini di consumo dell’acqua del rubinetto e dell’acqua in bottiglia. I dati raccolti tramite saranno pubblicati su questo sito web.

Tutte queste attività non costituiranno onere per la scuola né in termini di costi né in termini di tempo.

Informare è un dovere. Non allarmare è un dovere. Offrire alternative è possibile con rigore scientifico.

Per un futuro migliore, bevi meno plastica

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Dirigenti Scolastici e insegnanti possono manifestare l’interesse della scuola ad aderire alla campagna. Studenti, cittadini e scienziati possono contribuire con contenuti e manifestazioni di interesse.